Manutenzione Prato Erboso


Realizzazione e manutenzione di un prato erboso

IL MANTO ERBOSO

La realizzazione di un prato erboso viene di solito lasciata per ultima. Fatto e finito tutto il resto, si fa il prato. Come si fa un prato erboso? Si smuove il terreno, un po’ di seme, e via. Non così per noi. Un prato Emmepi è tutt’altra cosa. Vediamo perché.

Il servizio di realizzazione e manutenzione prato erboso offerto da Emmepi prevede per prima cosa l’analisi della fertilità di un terreno. La fertilità è legata strettamente alla composizione granulometrica del terreno (sabbioso, limoso, argilloso), alla sua ricchezza in elementi nutritivi, alla sua ricchezza in sostanza organica, alla sua porosità (tale da consentire un adeguato scambio idrico e gassoso), alla sua capacità di drenare.

Per la realizzazione e manutenzione di un prato erboso è quindi importante trovare un modo pratico e veloce per definire la composizione del terreno. Gli indici tattili e visivi sono parecchi: smuoviamo il terreno in vari punti, lo tastiamo per saggiarne la presenza di sabbia o di argilla, ne osserviamo la varietà di erbe infestanti, ne ascoltiamo la "storia" (terra di cantiere, abbandonato per anni, rifatto tre volte negli ultimi tre anni ecc.).

Se nessuno degli elementi "visivi" fosse sufficiente provvediamo anche ad un’analisi del terreno (di solito utilizzata solo in casi dubbi o di difficile soluzione), che può evidenziare squilibri non immediatamente identificabili.

Sulla base delle osservazioni effettuate, stabiliamo il piano di reintegro della fertilità di un terreno, che può essere immediato (incorporando sostanza organica e altri concimi al momento dell’impianto del prato), o di medio/lungo periodo, con concimazioni periodiche in epoche successive.

I concimi che preferiamo sono quelli organici: stallatico pellettato, pollina, pellicino, humus di lombrico, cuoio torrefatto, cornunghia, sangue secco, borlanda. La sostanza organica è un toccasana per il terreno: rende sciolti i terreni compatti, e compatta quelli sciolti, nutre la vita del terreno, fornisce sostanze nutritive alle piante, ne favorisce l’assorbimento. I concimi chimici, per noi, sono da usare in quantità moderata, al solo fine di correggere squilibri esistenti.

Una errata concimazione chimica del terreno può provocare danni ben più gravi dei benefici che ci aspettiamo. Non facciamo gli apprendisti stregoni, e usiamo i concimi che madre natura ci ha donato.

Manutenzione Prato Erboso: sementi da prato (torna su)

Per la buona realizzazione e manutenzione di un prato erboso occorre sempre effettuare una buona lavorazione preliminare abbinata all'uso di una semente di qualità. Emmepi utilizza le sementi Beautiful, con le quali ottiene risultati eccellenti, e di lunga durata.

Ben diversa la politica di chi fa uso di sementi di rapida emergenza, basate su grandi quantità di loietto, ma con poca durata nel tempo. I nostri miscugli sono studiati specificamente per le diverse situazioni (esposizione più o meno soleggiata, sottopianta, discesa, risemina ecc.)

Manutenzione prato erboso
Manutenzione prato erboso con sementi Beautiful

Caratteristiche tecniche dei miscugli per tappeti erbosi (torna su)

  • MISCUGLIO BEAUTIFUL green ITALIA

    Miscuglio di semi adatto per la realizzazione di prati erbosi di rapido sviluppo e grande effetto con un minimo investimento. Si sviluppa bene in qualsiasi clima e predilige terreni con una buona esposizione soleggiata

  • MISCUGLIO BEAUTIFUL green
    Manutenzione prato erboso per terreni soleggiati
    (LIVERPOOL)

    Miscuglio di essenze di pregio che permettono una rapida realizzazione e manutenzione del prato erboso.

    Adatto a tutti i climi e ai terreni soleggiati; presenta un'elevata resistenza al calpestio e una media sopportazione verso la siccità. È di colore verde brillante sia in estate che in inverno; sopporta bene anche un leggero ombreggiamento.

    Superficie x 1kg
    50 mq

    Emergenza
    8-12 gg

    Frequenza taglio consigliata
    12 gg

    Altezza taglio consigliata
    5-6 cm

  • MISCUGLIO BEAUTIFUL green
    Grand'effetto
    (OXFORD)

    Il tappeto appare verde luminoso ed intenso, si presenta finissimo, calpestabile e compatto, adatto a tagli molto ridotti. Risulta idoneo in ogni stagione per ottenere in breve tempo un bellissimo ed elegante manto erboso.

    È possibile ottenere un prato pronto in 6 settimane.

    Adattissimo anche per campi sportivi ove si necessiti di avere in breve tempo un tappeto erboso fine e ben radicato. Dopo un anno dall'impianto scompaiono dal miscuglio le graminacee di pronto effetto lasciando un prato omogeneo, fitto che non richiede tagli frequenti.

    Superficie x 1kg
    50 mq

    Emergenza
    7-11 gg

    Frequenza taglio consigliata
    15 gg (1°anno)
    22-25 gg (dal 2°anno)

    Altezza taglio consigliata
    3-4 cm

  • MISCUGLIO BEAUTIFUL green
    Manutenzione prato erboso per terreni difficili

    Ottimo miscuglio folto e tenace, forma un bel manto erboso verde smeraldo in ogni stagione.

    Adatto a tutti i climi e terreni (anche quelli a ph acido es.sotto le conifere) è un miscuglio veramente innovativo atto a risolvere i diversi problemi che insorgono qualora si abbia un terreno irregolare o scosceso, il clima raggiunga temperature particolarmente basse, o al contrario sia secco e non si possano effettuare frequenti innaffiature, quando si necessita di un apparato radicale molto profondo per una buona tenuta del terreno e per un difficile sradicamento.

    Il miscuglio terreni difficili è l'unico che resiste anche sotto le piante dove a causa della scarsa umidità e dell'impoverimento nutrizionale ogni essenza scompare dopo poco tempo. Ulteriori pregi sono la lentissima o quasi nulla crescita nella stagione estiva che annulla praticamente la necessità di tagli.

    Il miscuglio presenta una totale resistenza agli attacchi di ruggine, e sembra da ultime sperimentazioni ostacolare lo sviluppo delle erbe infestanti. Resistentissimo anche al calpestio più pesante.

    Un accorgimento consiglia d’innaffiare, dopo il primo taglio, ogni 10-12 gg per circa 25-30 minuti, preferibilmente nelle ore mattutine.

    Superficie per 1 kg
    45 mq

    Emergenza
    10-15 gg

    Frequenza taglio consigliata
    18 gg (da settembre a giugno)
    40 gg (da giugno a settembre)

    Altezza taglio consigliata
    4-6 CM

  • MISCUGLIO BEAUTIFUL green
    Risemina

    Miscuglio studiato per sopperire a problemi di rigenerazione e rinfoltimento di prati vecchi, rovinati e mal messi.

    Le essenze che formano questo miscuglio si adattano al prato vecchio non evidenziando perciò particolari differenze estetiche. Per chi vuole un nuovo prato senza doverlo completamente rifare

TUTTI I DATI SOPRA RIPORTATI SI CONSIDERANO IN CONDIZIONI OTTIMALI DI TEMPERATURA E UMIDITA'

Manutenzione Prato Erboso: concimi specifici (torna su)

Il prato erboso non può avere una buona riuscita se non viene curata la fertilità del terreno. In vivaio sono disponibili concimi organici di ogni tipo per il ripristino della fertilità.

  • Organici

Il terriccio da stallatico compostato è un ottimo ammendante per il terreno. Lo concima, lo rende più morbido e poroso, lo scurisce, ne migliora la fertilità e la lavorabilità.

  • Stallatico terricciato

  • Stallatico pellettato

  • Pollina pellettato

  • Sangue di bue liquido o secco

  • Pellicino

  • Cornunghia

  • Leonardite

  • Borlanda

  • Humus di lombrico

  • Chimici

  • Azotati

  • Potassici

  • Complessi

  • Acidificanti e rinverdenti

  • Microelementi

Perché nella mia villetta non cresce un bel prato?

 "Il prato? Non me ne parli. Ho fatto, rifatto, e questo è il bel risultato che ho ottenuto!"

Quante volte ci è capitato di ascoltare queste frasi, da chi nel prato aveva investito tempo e denaro. Dopo tanti sforzi: erbacce, ingiallimenti, zone disseccate, gobbe, ristagni. Quale segreto permette a pochi privilegiati il godimento di un prato verde, sano e in purezza? Per un’ottima realizzazione e manutenzione del prato erboso proviamo a fissare almeno tre punti fermi che possano aiutarci a capire meglio:

  • Il prato è un organismo vivente 
    E come noi risente degli squilibri derivanti dai nostri errori. È fatto da milioni di piantine verdi, costituite da foglie, fusto e radici. Le foglie richiedono acqua e luce per attivare la fotosintesi, e le radici richiedono un terreno soffice e fertile per svilupparsi. La fertilità del terreno dipende dall'attività di miliardi di organismi viventi (microorganismi, insetti, lombrichi), e dalla sostanza organica che li nutre.

    Tutte queste forme di vita interagiscono incessantemente tra loro (come direbbe Gregory Bateson "non in quanto esseri ma in quanto relazioni") per fornire come risultato il nostro prato, con un meccanismo alquanto più complesso del più complesso computer esistente al mondo.

    Mai oseremmo smontare quel computer, senza un superesperto, mentre sul prato facciamo e disfiamo. Prima di tutto, quindi, calma. E rispetto per qualcosa di un po' più grande di noi.

  • Un prato con poche specie è comunque 'artificiale'
    Desiderare in Italia il cosiddetto "prato inglese", cioè un prato costituito da 4-5 specie di graminacee (di solito Lolium, Festuca, Poa, Agrostis ecc.), significa sapere in partenza di voler costruire un prato "artificiale".

    Cioè un prato in cui l'equilibrio non potrà mantenersi da solo, ma richiederà un continuo e costante intervento umano. In natura infatti i prati si riempiono di migliaia di specie differenti, in perfetto equilibrio, ognuna delle quali sfrutta una nicchia biologica diversa dalle altre, o in parziale competizione.

    Per esempio vi sono erbe a radice superficiale, altre che spingono la radice in basso, altre ancora (per esempio il tarassaco), che la mandano fino a 1,5-2 m di profondità. A tale livello la radice mobilizza risorse (per esempio il potassio) che resterebbero altrimenti inutilizzate, e contribuisce a smuovere e aerare il terreno meno fertile. Altre erbe competono per la luce in modo diverso, talune slanciandosi verso l'alto (Rumex, Chenopodium), altre rimanendo piatte e ramificandosi (Portulaca, Herniaria).

    Le leguminose (trifogli, veccie) abitano le zone povere di azoto (al contrario dell'ortica), perchè sono le sole che riescono a ottenerlo dall'aria invece che dal terreno, grazie ai batteri simbionti delle loro radici.

    Digitaria e Setaria (il cosiddetto "pabio" o gramigna) colonizzano in estate le zone più secche ed assolate, ed infatti non crescono sotto alle conifere o vicino ad una siepe, ma fanno dannare il giardiniere in tutti gli altri posti, se fa un caldo torrido. Zone umide vedranno crescere muschi, felci ed equiseti.

    Eccessi di acidità vedranno sviluppare i romici, mentre una forte salinità farà prosperare la Capsella bursa-pastoris. Tutto ciò deve far sapere, a chi richiede un manto erboso in purezza, che deve mettere in conto, poiché viaggia controcorrente, un gran lavoro di manutenzione del prato erboso, anche se le condizioni al contorno (terra fertile, porosa, irrigata) sono impeccabili. Figuriamoci poi se, come spesso accade, il contorno è pessimo.

  • Ogni alterazione di equilibrio genera una reazione, e spesso un danno

    La naturale conseguenza di quanto detto, è la vigorosa reazione con cui il prato risponde ad ogni nostra "offesa", ancorché fatta con buone intenzioni. Un taglio del prato molto frequente, tenderà a favorire le erbe striscianti, stolonifere o a rizoma superficiale. Un terreno secco e crostoso, favorirà le gramigne, e un terreno povero di azoto stimolerà i trifogli.

    Il problema più comune, tuttavia, soprattutto per le villette di recente costruzione, è la scarsissima fertilità del terreno di riporto. Tale terra è spesso presa in profondità, dagli scavi per le fondamenta, e talvolta è mista a macerie che, compattate da ruspe e gru, formano talvolta vere e proprie "suole" impermeabili.

    Gli strati profondi del terreno (a profondità di 1-2 m) sono poverissimi di microorganismi e di sostanza organica. Se poi la natura del terreno è compatta, pesante e argillosa, si genera una perniciosa tendenza al ristagno, la cui correzione richiede interventi lunghi e costosi.

    Qualunque erba (anche non in purezza) soffrirà su quel tipo di terreno, e a poco servirà rifare con ditte diverse il prato ogni due anni. Vi saranno sempre chiazze gialle, zone aride, zone ristagnanti dove muore tutto, macchie fungine ed erbacce di ogni genere.

    Il ripristino della fertilità in questi casi richiede grandi quantità di sostanza organica, lavorazioni profonde, frequenti apporti di concimi, e la consapevolezza che si potrà avere un bel prato solo dopo due o tre anni. Se questo è il vostro problema, rinunciate a fare tentativi, e consultate un agronomo specializzato.

Se il problema è più lieve, usiamo comunque prudenza: un eccesso di concime, o lo spargimento irrazionale di diserbanti e geodisinfestanti può fare solo danno, squilibrando il terreno, e favorendo magari "inspiegabili" germinazioni di specie indesiderate, che sono invece solo la naturale reazione all'offesa ricevuta.

Manutenzione prato erboso: Quali sono le soluzioni per la cura di un manto erboso? (torna su)

Fatte queste doverose premesse, la cui conoscenza deve informare ogni nostra azione nei confronti del prato, possiamo dire che esistono due modi "estremi" di intendere la cura di un manto erboso: il “prato chimico" e il “prato naturale".

La cura del “prato chimico” richiede una sequenza di interventi già stabilita a priori. Concimazioni chimiche a diversi dosaggi nei diversi periodi (starter, autunnale ecc.), diserbo preventivo antigerminello contro il "pabio", diserbi antidicotiledoni (foglia larga), trattamento antimuschio, arieggiatura ecc.

Il “prato naturale” invece è un prato un po' disordinato, che deve raggiungere un equilibrio nel tempo attraverso il periodico taglio e le periodiche concimazioni organiche per il ripristino delle sostanze asportate con la rasatura.

Nessuno dei due metodi è perfetto. Il metodo del “prato chimico” infatti rende completamente artificiale la vita del prato. Immette inoltre nell'ambiente elevate quantità di veleni (con i quali devono convivere i nostri bambini e i nostri animali), anche quando questi non fossero strettamente necessari. Trascura poi l'importanza del ripristino della sostanza organica, credendo di sostituirla con sole sostanze chimiche. Le quali nutrono, ma non ammendano, cioè non migliorano le caratteristiche del terreno. Ha infine un costo elevato in termini di tempo e di denaro.

Il metodo del “prato naturale”, certo più naturale, non sempre permette buoni risultati in tempi brevi, soprattutto se le condizioni di base del terreno non sono ottimali.

Indubbiamente prima di scegliere occorre capire su che tipo di terreno stiamo lavorando, e risolvere eventuali problemi di fertilità. Poi si può scegliere una intelligente via di mezzo che, nel rispetto dell'equilibrio del terreno, decida di intervenire con fitofarmaci solo nei casi di effettiva necessità, ove vi siano squilibri gravi che richiedano una adeguata correzione.

Tutto questo senza dimenticare di provvedere almeno due volte l'anno a ripristinare la fertilità del terreno con stallatico, compost, humus, cornunghia, pellicino, leonardite, o qualunque altro ammendante organico che serva da substrato alla vita dei microorganismi.

Riassumendo, si può dire, che un buon metodo per la cura di un prato erboso richiede:

  1. Ripristino della fertilità del terreno con qualsiasi mezzo (riporto terra, stallatico...)

  2. Tolleranza di specie diverse, per la copertura di ogni nicchia ecologica

  3. Concimazioni periodiche con elevate quantità di sostanza

  4. Interventi con fitofarmaci solo in caso di effettivo bisogno (forti squilibri)

  5. Irrigazione costante con impianto ben progettato

  6. Limitati interventi manuali di diserbo e di pulizia dove necessario

Non si creda, in ogni caso, di avere partita vinta seguendo queste semplici regole per la cura di un prato erboso. Chi, come me, segue prati professionalmente ogni giorno, continua ad imparare dai propri errori e da quel libro aperto che è la natura.

Tutto sta a sapere leggere i messaggi che essa ci dà. Nessuno possiede la ricetta magica per avere un buon prato. Possiamo però andarci vicini, se con umiltà e rispetto ci facciamo guidare. Chi cerca di dominare la natura con la forza e con l'uso di sostanze estranee, accanendosi su ogni filo d'erba straniero, ben difficilmente potrà percepire la bellezza di un prato naturale umido di rugiada e pulsante di vita.

Sdraiarsi in mezzo al prato e pensare a noi stessi, all'erba che ci circonda, e sentirsi con essa una sola cosa, non è esperienza possibile per chi considera il prato un tappeto da passare con il lavamoquette.

Chi lo fa, è intimamente convinto di sapere tutto e di non avere più nulla da imparare. Ma, come dice Borchardt ne Il giardiniere appassionato: "Mai comprese uno stolto quanto più grande sia la metà del tutto. Ma se è capace di riconoscerlo, possiede il tutto in un senso più sublime, poiché ciò che gli è stato negato lo ha, proprio in questo suo sentire, almeno intuìto." Che sia così infinitamente semplice la soluzione?

 

 

 

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Dr. Agr. Mario Pria - 335 603 2955 marioemmepi@gmail.com

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